27/12/2009, ore 18:11

Con questo blog ho un rapporto straano, tipo di amore-odio. Ci sono volte in cui penso che quella cosa la vorrei proprio scrivere, ma poi puntualmente ci ripenso, è come se avessi paura di condividere certe sensazioni, certe opinioni. E' una cosa ridicola, anche perchè in realtà non ho questa  vasta platea di lettori.

Gli esami li ho finiti qualche settimana fa, resta l'ultimo sforzo, quella della tesi, ma io mi sento così stanca, annoiata, e comincio persino a dubitare di aver fatto la scelta giusta, di essere veramente portata per questa cosa delle lingue. Ho come l'impressione che non imparerò mai a parlare cinese, il che non sarebbe il massimo per una che aspira a un lavoro in cui sia richiesta la conoscenza di questa lingua.

Natale è arrivato e se n'è andato, indolore e incolore, ci siamo intossicati  meno rispetto agli altri anni, l'ambiente in famiglia era abbastanza positivo. Per il resto sono stata a casa, sono stata sola. Credo di avere  tipo un repellente addosso che allontana le persone da me; sono in compagnia solo in quelle situazioni in cui uno sta per forza in compagnia, tutto il resto del tempo sono irrimediabilemte sola. Che cosa patetica. Com'è successo?

dantissima
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08/10/2009, ore 11:15

Un po' li rimando io, un po' me li spostano loro, insomma gli esami non li ho ancora finiti. Aggiungiamoci che non ho nessuna voglia di studiare, nella mia vita voglio solo riguardare in continuazione i video e le foto dell'intercambio, suonare la chitarra e giocare a music challenge. Se tutto va bene tra meno di una settimana avrò finito. Ma non ce la faccio più già da ora. Questa cosa degli esami a settembre (che poi è diventato ottobre) è stata una pessima idea, mai più. Meglio che vado a finire di leggere gli scrittori post-maoisti.
dantissima
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17/09/2009, ore 18:58

Quello che mi manca, quando finisce l'estate, quando finiscono le vacanze, è il cielo. Anche se non vivo in una grande città c'è comunque troppa roba intorno a me e il cielo non si vede bene, non si vedono le stelle. Un vero peccato, perchè quando sono tornata erano passati i giorni della luna piena, e Adrian diceva sempre che lì a Cartama, quella sera, sulla montagna,non vedevamo tantissime stelle perchè la luce della luna era troppo forte. Lo diceva tremando un po', faceva freddo lassù e le coperte erano poche, solo se stavi al centro eri fortunato, sennò ti restavano dei lembi di pelle scoperta, brrr. Al centro della nostra coperta ovviamente c'era Luca, adorabile paraculo. I miei occhi dolci però mi erano valsi un lenzuolo che usavo per coprirmi le gambe a mo' di gonna, visto ero in tenuta da turista, ovvero shorts tutta la vita.
A palinuro c'era questo di buono,si vedevano tutte le stelle, quante ne volevi. La sera, prima di andare a fare la doccia, quando tutti già stanno cenando e non c'è più nessuno in spiaggia, mi piace stendermi sulla sabbia e fissare il cielo, è come se la mente si espandesse e assumesse le proporzioni di quell'inifinità che gli occhi stanno guardando, e anche i pensieri sono più grandi, più intensi, le sensazioni sono amplificate e la malinconia ti avvolge per intero e ti culla.
dantissima
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17/09/2009, ore 18:49

Quando sono fuggita da Palinuro e dai miei genitori,quasi alla fine di agosto, e sono tornata a casa con baro che aveva il febbrone, ho avuto l'opportunità di assaporare il gusto della vita da sola,e mi è piaciuto un sacco. Il paese era ancora supervuoto, non c'era un'anima, poi a poco a poco si è ripopolato.
Quando uno torna dalle vacanze lo riconosci dalla sua macchina. Le macchine di quelli che sono andati in vacanza sono sporchissime.
Poi ho scoperto che se vai a fare la spesa dal fruttivendolo e sei carina, lui ti sceglie la frutta più buona, forse perchè così perde tempo e ha più tempo per stare con te, non so ,comunque fatto sta che in quei giorni ho mangiato della frutta proprio buona.
dantissima
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07/09/2009, ore 12:52

And all you see is where else you could be When you're at home
                                           And out on the street Are so many possibilities to not be alone
dantissima
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06/09/2009, ore 20:58

Le mie preoccupazioni maggiori, prima di partire, erano legate alla sistemazione nella seconda settimana, non avevamo prenotato niente e non sapevo che fine avremmo fatto. Non sapevo che alla fine avrei contato 5 diverse case in cui poter andare a dormire, in quei giorni o in qualunque altro momento. Se non si ama la vita da zingari, beh la vacanza on the road in Andalusia con la valigia sempre pronta e nessuna idea di quando farai la prossima doccia o la prossima dormita è da sconsigliare. Per fortuna io sono una gipsy girl, o almeno adesso lo sono diventata a pieno diritto.La mattina che tutti sono andati via dal villaggio siamo rimasti solo noi, gli spagnoli e i greci. Ebbene si, anche Tiago era andato via, in perfetto stile holliwoodiano, con un taxi che lo aspettava ai cancelli e una ragazza in lacrime che lo ha guardato allontanarsi e diventare piccolo piccolo per poi sparire tra le contrade sconfinate della provincia di Coìn.
Quel giorno nulla è riuscito a consolarmi, nè la compagnia della ragazza col cuore più grande del mondo, Rachel, nè la cena nella casa in campagna di Silvia, nè la cerveza. Poi ho deciso di mettere quelle emozioni in stand-by, di chiuderle in un cofanetto da riaprire solo una volta in Italia. In quel momento, distesa su un materasso gonfiabile sulla terrazza della casa di Pako, è cominciata la seconda parte della mia vacanza.Ci trovavamo ad Alòra, e-toh- ad Alòra quella era proprio la settimana della feria, la festa di paese. La caratteristica di queste feste è che non solo durano una settimana intera, giorno e notte, e che si succedono nei vari paesi senza soluzione di continuità da aprile a settembre, ma soprattutto che il vero rivolto si svolge di giorno coi negozi chiusi, mentre la sera è dedicata alle famiglie e alle bancarelle che vendono uno di tutto Armati delle nostre brocche di tinto de verano e rebujito ci siamo portati nella piazza allestita per l'occasione con stand che vendevano cibo e alcol, un palco per il dj e i ballerini, bocchetti posti in cima al tendone che emanavano acqua vaporizzata, cose del genere. Non mentirò, alle 15:30 ero già irrimediabilmente borracia (mbriac) ma nonostante questo, quella di Luca che giocolava con pezzi di ghiaccio, limoni e pezzi di salsiccia dietro a uno degli stand in cambio di brocche di tinto non era un'allucinazione alcoolica. I giorni a venire sono stati un susseguirsi di giri per baretti ad Alhaurin, giri per Granada, una notte sulla cima di una montagna di Cartama stesi sui materassini a guardare le stelle e ad ascoltare la musica con lo stereo della macchina, gita a Nerja, cene a casa di Chari, visita a Cordoba, giro di baretti a Malaga e birrette clandestine perchè lì non si può bere in strada, l'acquapark di Torre Molinos e la barbacoa finale a casa di Chari l'ultima sera. Poi breve pausa sui lettini intorno alla piscina di Chari a inventare storie e alle 4 del mattino abbiamo detto arrivederci ai nostri amici malaghegni e intrapreso il lunghiiiiiiissimo viaggio di ritorno a casa.
"Che schifo però Napoli, eh?" è stata la prima frase di Ale quando siamo usciti dalla stazione.
dantissima
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05/09/2009, ore 19:32

Lo sapete quanti giorni sono che ogni volta apro questa pagina con l'intento di scrivere questo lunghissimo post strappalacrime/stracciamaroni che voi due state aspettando? Sono 23  giorni. E anche oggi, non so se ci riesco. Ho cominciato dalla fine a risalire. perchè è così che fluiscono i ricordi. Ma voi lo leggerete nell'ordine cronologico, perchè è così che si è verificato il crescendo di intensità che mi ha portato allo stato di sfinimento emozionale in cui mi trovo ora.
Il nostro viaggio di andata è stato piuttosto travagliato, un po' perchè abbiamo scelto il risparmio ad ogni costo e un po' perchè a volte il fato o chi per lui decide che si deve proprio mettere in mezzo ai fatti tuoi e ti deve rompere le palle. Così la prima volta che ho visto Malaga era già notte, e io ero partita al mattino, abbastanza presto. Quando mancavano un paio di giorni alla partenza avevo sperato di sentirmi stupida per aver dubitato che mi sarei divertita e per aver pensato che mi sarei trovata in difficoltà perchè non conoscevo nessuno. Beh, sono felice di dire che sono una stupida. Entro una decina di ore nessuna di quelle 45 persone era più uno sconosciuto per me, e una buona parte di loro era così intima da chiamarla "familia". Stare in un villaggio, tutti in casette adiacenti, e uscire ogni tanto per qualche escursione col bus privato mi ha fatto sentire di essere in un mix tra le mie vacanze in campeggio e le gite con la scuola al liceo. Timetable piuttosto rigido, la colazione dalle 8 alle 9, in sala mensa un maxiLCD passava random le foto scattate il  giorno precedente, gli energizer per conoscerci, per rompere il ghiaccio, o solo per svegliarci, scrivere un libro di ricette italiane-greche-portoghesi-spagnole-marocchine-algerine-tunisine, gli spazi freetime troppo brevi e le corse a tuffarsi in piscina, tattaràtattarà la tarantella  universale, la riserva naturale El Chorro e il bagno nel lago, passeggiare di notte nella foresta illuminata dalla luce della luna piena,  la festa multiculturale, il gymkana-percorso di paura- organizzato a nostra insaputa all'interno del set televisivo che si trovava nel villaggio (una cazzo di paura serio), il parco di Malaga, il laboratorio di teatro e la rappresentazione,   Tiago. Tiago il ragazzo a cui ho detto "encantada" per primo. Tiago il ragazzo portoghese. Tiago che stava nella casa accanto, lui che parla 5 lingue,  suona la chitarra e la fisarmonica e chissà quanti altri strumenti, preferisce viaggiare in autostop perchè-dice-si incontrano tante persone interessanti, sa giocolare con le mani incrociate, fa rimbalzare le pietre piatte sull'acqua per ben 6 volte. Tiago che ha i capelli arruffati e le stelle negli occhi. E tutte le mie prime volte con lui. La prima volta che abbiamo dormito abbracciati stretti, la prima volta che ho fatto il bagno di notte e il freddo e tremare e stammi vicino, la prima volta che ho ricevuto una serenata, la prima volta che ho tenuto la mano sul suo cuore e mi sono fatta cullare dal suo battito, la prima volta che un ragazzo mi ha detto addio singhiozzando e con le lacrime che non la volevano smettere di scendere. La prima volta che mi sono presa una cotta per un ragazzo con la fidanzata. Tiago il ragazzo portoghese con la fidanzata che ha il mio stesso nome. Tiago il miglio bacio che non ho dato.
Tutte le volte che ho pensato che tanto ormai per me non c'era più speranza, che era inutile cercare, che io forse non ero fatta per l'amore e tutto quello che c'è intorno, che mi chiamavo stupida perchè come potevo ancora credere a quelle cose da commedia romantica?, che mi ero quasi rassegnata alla mia vita da sola sempre e per sempre...almeno c'è di buono che ora so che mi sbagliavo, che da qualche parte ci sono persone che mi fanno battere il cuore. Lui la sua Daniela l'aveva già trovata e io devo trovare un Tiago che sia solo mio.
dantissima
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28/07/2009, ore 18:22

Ah si perchè poi sono sopravvissuta a quell'ennesimo tour de force.Mi sono addormentata nel pullman dopo il lavoro, però sono sopravvissuta. Varamente mi sono addormentata pure sulle scale mobili di Materdei, in piedi. E a casa di cicciof. E fuori all'aula nella quale lei ha fatto l'esame. E a terra sul prato nella pausa tra un gruppo e l'altro al festival. E poi in macchina al ritorno. Facevo dei pisolini di 10 minuti per rigenerarmi. Poi al ritorno a casa mia il venerdì sono svenuta di sonno e mi sono risvegliata una ventina di ore dopo. Bene.
Siccome sono una cogliona autentica avevo rifiutato il voto di un esame, oggi sono andata a rifarlo per ottenere solo un misero punto in più, il che mi ha portato alla conclusione che MAI e poi MAI bisogna rifiutare un voto.
La notizia buona invece è che il mio piede si è rimpicciolito!!!Ho comprato delle scarpe 39 :) Lo so che è solo un caso ma per favore lasciatemi le mie illusioni.
Che altro? Niente adesso direi che mi vado a preparare la valigia perchè dopodomani vado finalmente a godermi i frutti di un anno di schiavitù e parto per Malaga.Poi torno e riparto per Palinuro. Poi torno e riparto per Milano per il festival (Oasis, Kooks, Kasabian, arrivooooo).Poi torno e devo fare un momento gli ultimi esami sennò i miei amici che si laureano a novembre mi doppiano. Poi penso che riparto per altri posti. L'anno prossimo ho deciso che non voglio mai stare a casa.
Zau a tutti, forse scriverò se avrò un computer lì, ma anche no.
dantissima
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26/07/2009, ore 00:47

Stento ancora a crederci.
dantissima
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15/07/2009, ore 12:33

E dunque questo. Devo recuperare un attimo il filo del discorso, l'altra volta ho dovuto interrompere perchè dovevo scendere a casa mia e infilarmi un momento dietro al frigorifero. Sarebbe una storia troppo lunga da raccontare. Negli ultimi giorni invece mi sono installata nell'internet point di giusso, io e uno dei tizi che di solito lavorano qui siamo usciti a compagni, all'altro dei due invece lo schifo a morte perchè decide arbitrariamente di chiudere l'aula per andare a pranzare quando dovrebbe buttare il sangue qua dentro fino alle 4 del pomeriggio. Vabbè non voglio dedicare un rigo di più al tipo dell'internet point, mi sembra già sufficiente. Perchè ppiuttosto non parliamo della mia abbronzatura da studente pendolare (pendolare ma anche no, secondo l'adisu, vabè) ? Come modello è simile a quella del fravcatore,  però a quanto pare non coinvolge il viso, che appare quindi sempre di quel bel colorito giallognolo vomito.
Ho capito che l'uomo che mi conquisterà sarà colui che, citando il nostro amato Dente, pronuncerà questa frase :
" Quando finirai gli esami andremo al mare con la macchina "
Provate aleggerla ad alta voce, non suona in un modo dolcissimo?

Oggi cominciano ufficialmente i miei ultimi tre giorni di vita. Perchè se sopravvivo significa che sono Wonderwoman. Allora il programma è questo:
studio fino al pomeriggio
carpisa festival
-domani:
turno di lavoro alle 6(di mattina)
esame di cinese orale (ma anche no, se non voglio andare là a raccontare delle barzellette è meglio che non i presento proprio)
in alternativa all'esame ci sarebbe la seduta di laurea di mia cugina, ci penserò su.
carpisa festival, day two
notte a casa di cicciof
turno di lavoro alle 7
infarto, morte.

E' stato bello finchè è drurato, statemi bene, addio.

dantissima
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